La «John Lemon» ritirata dal mercato
Yoko Ono, vedova di Lennon, fa ritirare dal mercato la birra «John Lemon». Il titolare: «Ora tutti vogliono una bottiglia ricordo». Il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da 5 anni la birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato al cantante dei Beatles, accompagnato da un’etichetta con la caricatura del musicista. Una craft beer bretone travolta dal successo e da una diffida internazionale è al centro dell'attenzione mediatica. Nel settore della birra artigianale, dove originalità e branding rappresentano spesso elementi decisivi, la storia della birra «John Lemon» dimostra quanto un’idea di marketing possa trasformarsi in una complessa vicenda legale. A Bannalec, nel Finistère, il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da circa cinque anni questa birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato a John Lennon, accompagnato da un’etichetta ironica con la caricatura del cantante dei Beatles. L’iniziativa non è però passata inosservata. Yoko Ono, vedova di John Lennon e titolare della tutela commerciale del nome del marito, ha inviato una diffida formale alla Brasserie de l’Imprimerie, sostenendo la violazione del marchio registrato. Dopo il confronto legale, è stato raggiunto un compromesso: le circa 5mila bottiglie già prodotte potranno essere vendute fino al 1º luglio 2026, dopodiché la John Lemon scomparirà definitivamente dal mercato. Paradossalmente, proprio la controversia ha aumentato l’interesse verso il prodotto. Le bottiglie sono diventate oggetti da collezione, attirando consumatori da tutta la Bretagna.