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Entropia Beer Fest 2026
Entropia Beer Fest 2026

Entropia Beer Fest 2026 a Pompei: cinque giorni di birra artigianale, street food, musica e solidarietà Dal 15 al 19 luglio 2026 torna a Pompei la quinta edizione dell'Entropia Beer Fest. Cinque serate con 25 spine di birra artigianale, street food, concerti live e un'importante iniziativa solidale. Entropia Beer Fest 2026: torna a Pompei la festa della birra artigianale L'estate pompeiana si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti della birra artigianale. Dal 15 al 19 luglio 2026, lo spazio Sharing Art, in via Civita, ospiterà la quinta edizione dell'Entropia Beer Fest, manifestazione che unisce degustazioni, gastronomia, musica dal vivo e impegno sociale. Per cinque sere consecutive il festival offrirà un ricco programma pensato per coinvolgere un pubblico di tutte le età, tra sapori autentici, spettacoli e momenti di convivialità. 25 spine di birra artigianale e un ricco villaggio del gusto Fiore all'occhiello dell'evento saranno le 25 spine di birra artigianale, con una selezione di etichette provenienti da diversi birrifici, capaci di soddisfare sia gli intenditori sia chi desidera avvicinarsi al mondo delle craft beer. Ad accompagnare le degustazioni ci sarà un'ampia area dedicata allo street food, con panini gourmet, specialità della cucina napoletana, fritti, hamburger e tante altre proposte gastronomiche pensate per valorizzare ogni birra. Musica dal vivo ogni sera L'intrattenimento sarà uno dei punti di forza dell'Entropia Beer Fest 2026. Ogni serata vedrà alternarsi artisti e band con spettacoli dal vivo dedicati ai grandi classici della musica italiana e internazionale. Tra gli appuntamenti più attesi spicca il concerto dei Queen Forever, tribute band che porterà sul palco i grandi successi della leggendaria formazione guidata da Freddie Mercury. In programma anche il coinvolgente Nino Nero Show, uno spettacolo che mescola musica, comicità e intrattenimento. Il calendario sarà completato da altri live e performance, offrendo ogni sera un'atmosfera diversa e coinvolgente. Un festival che guarda anche alla solidarietà L'Entropia Beer Fest non è soltanto un evento dedicato al buon cibo e alla birra di qualità. Anche quest'anno la manifestazione rinnova il proprio impegno sociale destinando parte del ricavato a Mediterranea Saving Humans e Braccia Aperte, realtà impegnate nell'accoglienza e nel sostegno delle persone migranti. Un'iniziativa che aggiunge valore a una manifestazione ormai diventata un punto di riferimento dell'estate in provincia di Napoli. Dove si svolge l'Entropia Beer Fest L'evento si terrà presso Sharing Art, in via Civita a Pompei, una location facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. La struttura si trova a breve distanza dal centro cittadino e dagli Scavi Archeologici di Pompei ed è ben collegata anche con Napoli grazie alla Circumvesuviana e alla Strada Statale 145. Per chi cerca una serata all'insegna della birra artigianale, della buona cucina e della musica dal vivo, l'Entropia Beer Fest 2026 si conferma come uno degli appuntamenti imperdibili dell'estate campana.

Pubblicata il 14/07/2026 Leggi di più
Napoli Beer Fest
Napoli Beer Fest

A settembre torna la seconda edizione tra birra, street food e grandi concerti. Dal 3 al 6 settembre 2026 il Giardino dei Cedri della Mostra d'Oltremare ospiterà la seconda edizione del Napoli Beer Fest – Sound & Food, un evento che promette quattro serate all'insegna della migliore birra, del cibo di strada e della musica dal vivo. Dopo il successo della prima edizione, il festival torna con un format ancora più ricco, pensato per coinvolgere appassionati di birra artigianale, famiglie, gruppi di amici e turisti alla ricerca di un appuntamento capace di unire gusto, intrattenimento e spettacolo. Birre artigianali e sapori da tutta Italia Il Napoli Beer Fest offrirà un'ampia selezione di birre provenienti da 8 birrifici artigianali, affiancate da una proposta di etichette internazionali. Ad accompagnare le degustazioni saranno presenti 20 stand dedicati allo street food, con specialità che spaziano dai grandi classici della cucina campana ai sapori regionali e internazionali. L'obiettivo è creare un'esperienza gastronomica completa, dove ogni birra possa essere abbinata al piatto ideale, valorizzando la qualità delle produzioni artigianali e l'eccellenza del cibo di strada. Musica live protagonista Ogni serata sarà animata da concerti e spettacoli dal vivo con artisti di primo piano della scena italiana: 3 settembre: Sud Sound System 4 settembre: Modena City Ramblers 5 settembre: Punkreas con RFC 6 settembre: Tony Tammaro Accanto ai live sono previsti DJ set, animazione radiofonica, artisti di strada e numerose attività pensate per coinvolgere il pubblico durante tutta la manifestazione. Un appuntamento da non perdere a Napoli La cornice della Mostra d'Oltremare rappresenta il luogo ideale per un evento che unisce convivialità e divertimento. Gli ampi spazi del Giardino dei Cedri permetteranno ai visitatori di vivere il festival in totale relax, tra aree food, punti degustazione e spazi dedicati agli spettacoli. Il Napoli Beer Fest si conferma così uno degli appuntamenti più attesi del calendario degli eventi di settembre in Campania, capace di richiamare migliaia di visitatori e di valorizzare il territorio attraverso la cultura della birra e dell'enogastronomia. Informazioni utili Evento: Napoli Beer Fest – Sound & Food – II Edizione Date: 3, 4, 5 e 6 settembre 2026 Orario: dalle ore 18:00 alle 24:00 Location: Giardino dei Cedri – Mostra d'Oltremare, Napoli Quattro giorni di musica, sapori autentici, birre artigianali e divertimento attendono il pubblico per una seconda edizione che si preannuncia ancora più coinvolgente della precedente. Per gli amanti della buona birra e degli eventi all'aperto, il Napoli Beer Fest rappresenta uno degli appuntamenti imperdibili di fine estate.

Pubblicata il 30/06/2026 Leggi di più
Festa della Birra di Testaccio 2026
Festa della Birra di Testaccio 2026

La Festa della Birra di Testaccio torna alla Città dell’Altra Economia con quattro giorni interamente dedicati alla cultura brassicola internazionale. Dal 28 al 31 maggio, il quartiere romano ospiterà una nuova edizione dell’evento inserito nel programma di Testaccio Estate, trasformando uno degli spazi più rappresentativi della capitale in un grande festival all’aperto, tra degustazioni, musica live e dj set. Protagonista indiscussa sarà la birra, con più di quaranta etichette selezionate che spaziano dai grandi classici internazionali alle produzioni artigianali fino a proposte più ricercate. Un itinerario di sapori che attraversa Germania, Belgio, Irlanda, Regno Unito, Est Europa e Italia, pensato per coinvolgere sia gli appassionati sia chi desidera semplicemente trascorrere momenti di relax e socialità nel cuore di Roma. Tra le novità di questa edizione spicca la presenza di G.R.A. – La Birra de Roma, special guest con una selezione dedicata alla scena indipendente capitolina, a conferma dell’attenzione rivolta alle realtà locali e al fermento brassicolo della città. Accanto alle degustazioni sarà presente un’ampia area street food con diverse proposte gastronomiche, dai piatti più classici alle specialità più particolari, con l’obiettivo di accompagnare l’offerta birraria in un contesto informale e accessibile, pensato per residenti, giovani e turisti. Nelle stesse giornate, dal 28 al 31 maggio, sarà attivo anche uno spazio dedicato agli arrosticini dell’Arrosticinaro Abruzzese. L’area food sarà organizzata in un ambiente adatto a tutti, con attenzione anche alle famiglie e agli animali domestici, in un contesto pet friendly. Il programma musicale accompagnerà tutte le serate: si parte giovedì 28 con “Italian Vibes”, mentre venerdì 29 sarà la volta del “90 Special Dj Set” dedicato alle sonorità degli anni ’90. Sabato 30 maggio si esibiranno i Foggy Brew Live, seguiti da un dj set a tema indie rock, mentre domenica 31 la chiusura sarà affidata ai The Frip Live e al dj set finale. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti e gli orari potrebbero subire variazioni, per questo si consiglia di consultare i canali social ufficiali dell’evento. La manifestazione punta ancora una volta sulla convivialità, combinando tradizione internazionale e identità romana in un’unica esperienza.

Pubblicata il 28/05/2026 Leggi di più
PonteHop Beer Fest 2026
PonteHop Beer Fest 2026

Esordirà da venerdì 29 a domenica 31 maggio la nuova manifestazione PonteHop Beer Fest, che si terrà all’Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. Al momento è stata annunciata la partecipazione dei birrifici Skapte, Tiè, Matraxia, Akuduniad, Birrificio delle Cave, Quinta Essenza, Birrificio Agrado, ma altri dovrebbero aggiungersi nei prossimi giorni. Ampia la scelta gastronomica, tra tanto street food, fritti e proposte senza glutine dolci e salate.

Pubblicata il 22/05/2026 Leggi di più
La «John Lemon» ritirata dal mercato
La «John Lemon» ritirata dal mercato

Yoko Ono, vedova di Lennon, fa ritirare dal mercato la birra «John Lemon». Il titolare: «Ora tutti vogliono una bottiglia ricordo». Il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da 5 anni la birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato al cantante dei Beatles, accompagnato da un’etichetta con la caricatura del musicista. Una craft beer bretone travolta dal successo e da una diffida internazionale è al centro dell'attenzione mediatica. Nel settore della birra artigianale, dove originalità e branding rappresentano spesso elementi decisivi, la storia della birra «John Lemon» dimostra quanto un’idea di marketing possa trasformarsi in una complessa vicenda legale. A Bannalec, nel Finistère, il birrificio bretone Brasserie de l’Imprimerie produceva da circa cinque anni questa birra stagionale al limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard, il nome era un gioco fonetico ispirato a John Lennon, accompagnato da un’etichetta ironica con la caricatura del cantante dei Beatles. L’iniziativa non è però passata inosservata. Yoko Ono, vedova di John Lennon e titolare della tutela commerciale del nome del marito, ha inviato una diffida formale alla Brasserie de l’Imprimerie, sostenendo la violazione del marchio registrato. Dopo il confronto legale, è stato raggiunto un compromesso: le circa 5mila bottiglie già prodotte potranno essere vendute fino al 1º luglio 2026, dopodiché la John Lemon scomparirà definitivamente dal mercato. Paradossalmente, proprio la controversia ha aumentato l’interesse verso il prodotto. Le bottiglie sono diventate oggetti da collezione, attirando consumatori da tutta la Bretagna.

Pubblicata il 08/05/2026 Leggi di più
Birraio dell’Anno 2025
Birraio dell’Anno 2025

Agostino Arioli è stato proclamato Birraio dell’Anno, un riconoscimento atteso che coincide con i trent’anni di attività del Birrificio Italiano e della birra artigianale italiana. Al secondo posto si è classificato Marco Valeriani del birrificio Alder di Seregno, seguito da Elia Pina di 50&50 di Varese, per un podio interamente lombardo.

Pubblicata il 19/01/2026 Leggi di più
Produzione e consumi di birra in calo
Produzione e consumi di birra in calo

Secondo l’European Beer Trends Report 2025 di The Brewers of Europe, la produzione di birra nell’Ue è diminuita da 367 milioni di ettolitri nel 2019 a 345 milioni nel 2024, registrando un calo del 6%. I primi dati relativi al 2025 confermano una nuova flessione. Anche le esportazioni, che in passato avevano compensato la contrazione della domanda interna, mostrano un rallentamento per il secondo anno consecutivo. Il rapporto attribuisce questa fase recessiva all’inflazione, all’aumento dei costi produttivi, ai problemi nella logistica globale e alle difficoltà legate alle materie prime influenzate dal cambiamento climatico. Il segmento delle birre analcoliche continua invece a crescere rapidamente: negli ultimi cinque anni è aumentato del 25% e oggi rappresenta il 7,5% del consumo totale di birra nell’Unione. I produttori europei si confrontano con uno scenario complesso: il consumo nei pub, bar e ristoranti — che un tempo assorbiva un terzo della birra bevuta in Europa — è sceso a circa un quarto. Pur pesando meno in termini di volume rispetto alla vendita al dettaglio, la birra consumata nei locali genera la quota maggiore del valore aggiunto del settore, sostenendo migliaia di piccole e medie imprese e numerosi posti di lavoro. Le difficoltà della ristorazione si ripercuotono quindi sull’intera filiera, dagli agricoltori agli eventi e al turismo. Dopo anni di espansione, anche il numero di birrifici attivi nell’Ue si è stabilizzato intorno alle 9.700 unità, segnalando un rallentamento rispetto alla vivacità che aveva caratterizzato l’ultimo decennio.

Pubblicata il 10/12/2025 Leggi di più
Pfas nella birra
Pfas nella birra

Un nuovo studio condotto dall’istituto RTI International ha rilevato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (Pfas) nel 95% delle birre analizzate negli Stati Uniti. Si tratta di composti chimici noti come “inquinanti eterni”, perché resistono alla degradazione e tendono ad accumularsi nei tessuti biologici, con possibili effetti dannosi sulla salute. I ricercatori hanno esaminato 23 tipi di birra provenienti da diverse regioni del Paese, scoprendo che in quasi tutti i campioni erano presenti Pfas, in alcuni casi oltre i limiti fissati dall’Agenzia per la protezione ambientale (EPA). Le concentrazioni più elevate sono state riscontrate nelle birre prodotte vicino al fiume Cape Fear, in North Carolina, un’area già nota per la contaminazione delle acque. Le birrerie filtrano l’acqua per migliorarne il sapore, ma non dispongono di sistemi in grado di eliminare le sostanze chimiche persistenti. Negli Stati Uniti circa il 18% dei birrifici opera in zone dove l’acqua potabile è già contaminata, il che significa che molti consumatori potrebbero assumere Pfas senza saperlo. Il problema, sottolineano gli esperti, non riguarda solo la birra, ma anche altre bevande a base d’acqua come tè, caffè e bibite. Sebbene lo studio si sia concentrato su un numero limitato di campioni, i risultati sollevano interrogativi sulla sicurezza di prodotti di largo consumo e sull’urgenza di affrontare la diffusione di questi “inquinanti invisibili”.

Pubblicata il 08/11/2025 Leggi di più
Il lievito terrestre che sogna le stelle
Il lievito terrestre che sogna le stelle

Un microrganismo antico come la civiltà umana potrebbe un giorno diventare il primo colono del Pianeta Rosso. Un giorno, forse, stapperemo una birra su Marte. E potrebbe non essere un sogno da fantascienza, ma il risultato di un esperimento scientifico reale. Secondo un recente studio pubblicato sulla Revista de la Asociación Geológica Argentina, il Saccharomyces cerevisiae — il classico lievito da birra — sarebbe capace di sopravvivere alle condizioni estreme del Pianeta Rosso. Dal bicchiere al laboratorio Il team guidato dalla geologa argentina Pamela G. Aramayo ha simulato in laboratorio le caratteristiche dell’ambiente marziano: temperature attorno ai –60 °C, bassa pressione atmosferica, radiazioni ultraviolette e un suolo ricco di ossidi. In questo contesto, diversi microrganismi terrestri sono stati messi alla prova. E il risultato più sorprendente è arrivato proprio dal protagonista delle nostre birre: il lievito. Il Saccharomyces cerevisiae ha mostrato una resistenza inaspettata, riuscendo a mantenere parte della sua vitalità e della struttura cellulare anche dopo esposizioni prolungate. Un segno che, forse, la vita è più tenace di quanto immaginiamo. Più di una birra nello spazio L’obiettivo dello studio non è solo — o non ancora — quello di portare la birra nello spazio. Comprendere come organismi terrestri possano adattarsi a un ambiente extraterrestre significa aprire la strada a sistemi biologici autosufficienti: piccole biosfere in grado di produrre cibo, energia e materiali su altri pianeti. Il lievito, in questo, è un candidato ideale. Trasforma zuccheri in alcol, anidride carbonica ed energia: tre elementi che, in un’ipotetica economia marziana, potrebbero rivelarsi fondamentali. Prove di sopravvivenza marziana Per testarne la resistenza, i ricercatori hanno sottoposto i lieviti a due sfide estreme. La prima: onde d’urto ad alta intensità, per simulare l’impatto di meteoriti o le variazioni di pressione tipiche di Marte. La seconda: esposizione a sali di perclorato, composti ossidanti abbondanti nel suolo marziano. Sorprendentemente, alcuni ceppi selvatici di S. cerevisiae sono riusciti a sopravvivere a entrambe le condizioni, continuando persino a crescere — seppure lentamente. Non una vita comoda, ma una prova di resilienza eccezionale. La strategia del sopravvivere Il segreto sta nei suoi meccanismi cellulari. Quando si trova sotto stress, il lievito attiva una risposta precisa: forma piccoli aggregati interni, i cosiddetti P-bodies e stress granules, che conservano l’RNA e proteggono i messaggi genetici essenziali. È come se entrasse in una modalità di “ibernazione intelligente”, aspettando tempi migliori per riprendere la sua attività. Dalla Mesopotamia a Marte Che un organismo nato per fermentare pane e birra possa resistere su un altro pianeta è un’immagine affascinante. Il lievito, silenzioso compagno dell’uomo fin dagli albori della civiltà, potrebbe diventare il primo colono microbiologico di Marte. E forse, un giorno, quando solleveremo un bicchiere sotto un cielo rosso, non brinderemo solo a un successo scientifico, ma anche alla straordinaria capacità della vita — e dell’ingegno umano — di adattarsi ovunque.

Pubblicata il 01/11/2025 Leggi di più